Museo etnografico

La prima “mostra-documentario” dei lavori tipici del posto è scaturita dal lavoro di ricerca effettuato dagli scolari di Fontane. È stata aperta nell’estate del 1982 e, in seguito, la nostra Associazione si è adoperata per renderla permanente, reperire una sede adeguata e arricchirla con altro materiale.

È stata quindi allestita, all’inizio, nei locali adiacenti all’oratorio parrocchiale e, in seguito ad un sopralluogo dell’Assessorato alla Cultura Regionale, ha potuto fregiarsi del nome di “Museo Etnografico” con il riconoscimento della Regione Piemonte stessa.

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Nel museo hanno trovato posto varie sezioni dedicate alle attività svolte nella zona e riguardanti:

  • il carbone di cui oltre agli attrezzi è stata ricostruita una carbonaia in miniatura,
  • la canapa nel dicembre 1998 è stato donato l’ultimo telaio
  • l’antico modo di fare il bucato
  • la castagna
  • il latte 
  • la slitta e gli oggetti a essa collegati
  • l’ambiente casa e gli oggetti di uso comune.
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Nel 1992, il Museo Etnografico è stato dedicato all’Ing. Cesare Vinaj un fontanino che ha sempre dichiarato e dimostrato l’amore per la sua terra, un figlio di queste montagne il cui spirito vive nelle illustri opere che ha realizzato (sua è la progettazione della parte nuova della città di Cuneo).

Nel 2010 nuove esigenze hanno portato allo spostamento e a una nuova sistemazione del museo stesso che ora si presenta ambientato in due sale.

Nella prima hanno trovato posto gli attrezzi per la lavorazione del latte, per la fienagione, la slitta e alcuni oggetti collegati al suo utilizzo, la carbonaia e i suoi oggetti, alcuni attrezzi relativi alla lavorazione della castagna, oggetti di uso quotidiano e alcuni oggetti del falegname e del cestaio.

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Nella seconda sala si trovano: il telaio e gli oggetti per la lavorazione di canapa e lana, quelli per il bucato, esempi di capi di abbigliamento usati un tempo da grandi e piccini. Vi sono poi le divise delle Compagnie Religiose di un tempo.

Non tutte le attività svolte in questa zona sono però rappresentate e ricordate; vi erano, legati alle varie attività, altri mestieri non meno importanti quali quelli dei carrettieri, dei ciabattini, dei mugnai, dei panettieri e altri ancora.

Ripensando a questa comunità si può dire che era quasi autosufficiente.

All’interno del museo si trovano poi, oltre ai pannelli che illustrano le varie attività, dei quaderni in cui si possono leggere poesie, favole e racconti di vita di un tempo in lingua locale e in italiano.

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